STATUTO DELLA SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOGNOSIA

ART. 1

La Società Italiana di Farmacognosia (SIPHAR) ha lo scopo di promuovere lo sviluppo e la coordinazione delle ricerche di Farmacognosia, di potenziare l’insegnamento di questa disciplina, di contribuire agli scambi di informazioni ed ai contatti nazionali ed internazionali concernenti lo studio delle droghe medicamentose di origine vegetale od animale.

La Società Italiana di Farmacognosia ha sede legale presso l’Istituto di Farmacologia e Farmacognosia dell’Università di Roma (attualmente Dip. di Fisiologia Umana e Farmacologia “Vittorio Erspamer” della “Sapienza” Università di Roma) e terrà assemblee e riunioni periodiche. La sede potrà essere trasferita per semplice decisione del Consiglio Direttivo, decisione che dovrà essere ratificata dall’Assemblea generale.

La Società è una libera associazione senza scopo di lucro.

ART. 2

Della Società possono far parte soci onorari, soci sostenitori, soci ordinari, italiani e stranieri, che siano cultori di Farmacognosia o di scienze affini.

I soci onorari vengono nominati dall’Assemblea, su proposta unanime del Consiglio. Il loro numero non può essere superiore a dieci, e la loro nomina è a vita. La nomina di socio onorario va conferita a studiosi italiani o stranieri che abbiano acquisito particolari benemerenze nel campo della Farmacognosia e delle scienze affini, e a persone che abbiano svolto la loro opera per l’affermazione dei principi ai quali la Società si ispira.

La nomina a socio sostenitore può essere conferita a persone o ad Enti che abbiano acquisito particolari benemerenze per l’appoggio morale e materiale dato alla Società, e vengono nominati dall’Assemblea, su proposta unanime del Consiglio.

L’ammissione dei nuovi soci è subordinata alla presentazione di una richiesta che dovrà essere inviata al Segretario della Società. Le domande munite del parere favorevole del Consiglio Direttivo, dovranno essere sottoposte all’assemblea dei soci per l’approvazione.

I soci ordinari pagano una quota stabilita anno per anno dal Consiglio e ratificata dall’Assemblea.

ART. 3

Il patrimonio sociale è costituito dalle quote di associazione, lasciti e contributi di Enti pubblici o privati.

ART. 4

La qualità di membro della Società si perde per dimissione; il Consiglio Direttivo ha la facoltà di dichiarare decaduto il socio moroso da oltre due anni.


ART. 5

La Società ogni anno tiene un’Assemblea generale ordinaria, possibilmente in coincidenza di una riunione scientifica. Su proposta del Consiglio Direttivo o a domanda della metà più uno dei soci, il Presidente può convocare un’Assemblea straordinaria.

ART. 6

Il Consiglio Direttivo è costituito da un Presidente, dal Past-President (ex ufficio), da due Vice-Presidenti, e da cinque Rappresentanti dei Soci di cui uno ha funzioni di Segretario tesoriere ed uno con funzioni di Segretario aggiunto.

Il Consiglio dura in carica tre anni ed è eletto, tra i soci ordinari, dall’Assemblea dei soci, la quale provvederà anche ad eleggere due Revisori dei Conti. I componenti del Consiglio sono rieleggibili consecutivamente una volta sola.

Il Consiglio in assenza del Past-President coopta un socio ordinario.

Il Consiglio può nominare Commissioni con incarichi specifici, e comunque per una durata non superiore a quella del Consiglio in carica.

ART. 7

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni qual volta questi lo ritenga opportuno, oppure su richiesta scritta di almeno tre consiglieri in carica, e comunque almeno due volte all’anno, per deliberare anche in ordine ai bilanci ed all’ammontare della quota sociale.

ART. 8

I soci che non possono intervenire di persona alla Assemblea generale per discutere e deliberare su ogni punto all’ordine del giorno, possono farsi legittimamente rappresentare, con delega scritta, da uno dei soci ordinari presenti. Ciascun socio ordinario non può rappresentare più di tre soci.

Al momento della votazione, il Consiglio dovrà curare che venga constatata la validità delle deleghe.

ART. 9

L’Assemblea generale procede alle votazioni normalmente per alzata di mano tranne nei casi in cui è prescritta votazione segreta. La votazione segreta è prescritta per l’elezione del Consiglio Direttivo e dei Revisori dei Conti ed è inoltre prescritta in tutti gli altri casi in cui ne venga fatta richiesta da almeno tre dei soci presenti.

ART. 10

I soci aspiranti a far parte del nuovo Consiglio Direttivo dovranno darne tempestiva comunicazione al Consiglio Direttivo uscente, il quale provvederà a redigerne un elenco in ordine alfabetico. Tale elenco dovrà essere esposto in modo visibile nel locale in cui si procederà alla votazione.

Analogamente si procederà per l’elezione dei Revisori dei Conti.

ART. 11

Le elezioni di cui al precedente articolo avranno luogo a votazioni separate mediante scheda. Si procede con votazioni e scrutini successivi all’elezione, nell’ordine, del Presidente, dei Vice-Presidenti, dei Rappresentanti dei Soci e dei Revisori dei Conti. Ciascun socio potrà indicare:

- per l’elezione del Presidente, dei Vice-Presidenti e dei Revisori dei Conti un nome per ogni carica;

- per l’elezione dei Rappresentanti dei Soci fino a due nomi di preferenza.

Per ciascuna votazione risulteranno eletti i soci che avranno conseguito il maggior numero di voti.

Le elezioni, a giudizio del Consiglio Direttivo, potranno essere effettuate o durante l’Assemblea generale o per lettera, ma non con meccanismo misto. Nel caso delle votazioni per lettera, gli aspiranti devono segnalare al Direttivo la loro disponibilità almeno tre mesi prima delle votazioni ed il Consiglio provvederà ad inviare a ciascun socio l’elenco degli aspiranti insieme alle schede di votazione siglate e per le quali deve essere assicurato l’anonimato.

ART. 12

Le eventuali proposte di modifica dello Statuto o del Regolamento debbono essere comunicate per lettera raccomandata al domicilio dei soci e debbono essere inserite nell’ordine del giorno dell’Assemblea generale immediatamente successiva.

ART. 13

Per quant’altro non è espressamente stabilito nel presente statuto, saranno osservate, in quanto applicabili, le disposizioni contenute nel titolo II del libro I del Codice Civile

 

 

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